Chi siamo
Sesto Calende, sulla riva dove il Ticino lascia il Lago Maggiore.
Abbiamo cominciato con una canoa sola e una cascina amica
Nel 2019 abbiamo accompagnato i primi quattro amici da Sesto Calende a Turbigo, e la sera, sotto il portico, ci siamo accorti che volevamo rifarlo ogni settimana.
Da dove veniamo
Il nome viene dalla ghiaia dei ghiareti, dove ci fermiamo a ogni pranzo.
Siamo cresciuti sul fiume, e lo raccontiamo come lo abbiamo conosciuto
cascina-portico-lanterne.jpg — 1600×900Irene scendeva il Ticino con suo zio, che aveva una canoa di legno e la pazienza di aspettarla a ogni ansa. Matteo invece è arrivato al fiume dalla riva, perché la sua famiglia ha sempre accolto i viaggiatori in una cascina vicino a Boffalora.
Ci siamo conosciuti proprio lì, una sera di pioggia, quando Irene ha chiesto un posto per far asciugare le canoe. Da allora facciamo lo stesso lavoro in due: lei sta sull'acqua, lui sulla riva, e alla sera ci ritroviamo a tavola con chi ha remato.
Non abbiamo mai voluto gruppi grandi, perché il fiume si ascolta meglio in pochi. Per questo partiamo con sei canoe al massimo e scegliamo le cascine dove ci conoscono per nome.
Noi due
Uno davanti, in acqua; l'altro dietro, sulla strada della riva.
Siamo in due, e ci dividiamo il fiume e la riva
ritratto-prua.jpg — 800×1000In acqua
Irene Bossi
Guida le discese e racconta le storie della sera
Irene è cresciuta a Sesto Calende, a pochi passi dall'imbarcadero, e scende il Ticino da quando aveva nove anni. Vi insegna a leggere la corrente guardando le increspature, prima ancora di darvi la pagaia.
Alla sera racconta le storie dei barcaioli che le raccontava sua nonna sul lago, e scrive la metà delle pagine del diario.
ritratto-riva.jpg — 800×1000A terra
Matteo Ferrario
Furgone, cascine e cene sotto il portico
Matteo vi aspetta a ogni sbarco con il furgone, le borse asciutte e un termos di tè caldo. Conosce le cascine lungo il fiume una per una e sceglie lui dove dormiamo e dove ceniamo.
Quando il fiume cresce di notte, è il primo a scendere a tirare su le canoe, e l'altra metà del diario la scrive lui.
Come lavoriamo
Poche regole, che teniamo da quella prima sera.
Remiamo piano, e ci fermiamo quando il fiume lo chiede
- Gruppi piccoli
- Sei canoe al massimo, perché ognuno abbia una guida vicina quando la corrente cambia
- Il fiume decide
- Se l'acqua sale o il vento gira, aspettiamo in cascina e ripartiamo il giorno dopo
- Cascine amiche
- Dormiamo da chi coltiva la terra attorno al fiume e cucina quello che raccoglie
- Una storia a testa
- Chi rema con noi può scrivere sul diario, e noi lo aiutiamo a trovare le parole